02. E’ giustificato il termine di “etico” alle linee-guida di OPL?

  1. E’ legittimo definire “etica” una carta che preclude, tra altre norme non previste dagli ordinamenti dello stato, la esclusione di scuole di formazione nella psicoterapia che attivino anche corsi di formazione nel counseling?


OLP ha infatti deciso di intraprendere una azione incisiva e concreta per definire di fatto come “non etiche” le scuole che formano i counselors
.

1.1.   1 l’esclusione dall’elenco delle scuole considerate “etiche” (che vengo cioè accolte nella lista della “carta etica”)  discrimina infatti negativamente quello che ve ne sono escluse

1.2.   tale esclusione non avviene in forza di principi ampiamente condivisi dalla comunità scientifica e dalla normativa vigente, ma da un gruppo di psicologi (leggi: Altra Psicologia) che ha avuto la maggioranza in OPL e che impone quindi la propria ideologia attraverso un organismo istituzionale che dovrebbe mantenere una posizione relativamente super partes rispetto a posizioni tuttora in discussione. per fare un esempio, sarebbe come se il ministro della Salute, in quanto vegetariano, dichiarasse non etici coloro che mangiano carne

1.3.   chi risponderà del danno di immagine e del conseguente danno economico subito dalle scuole che vengono colpite da questa esclusione che non trova fondamento nelle leggi dello stato, né nelle direttive dell’Ordine nazionale degli psicologi?

1.4.   come dovrebbero reagire le scuole di formazione nella psicoterapia che si sono trovate a subire questa squalifica di fatto senza aver potuto interagire tramite un sufficiente spazio negoziale con OPL nella fase preparatoria del documento?

1.5.   alla insistente richiesta formulata dal sottoscritto, anche in rappresentanza di altre scuole, a stralciare il punto d.8 dal resto della Carta etica, è stato ripsoto senza mezzi termini con un irremovibile diniego. da cui è derivata l’unica possibilità di appello tramite ricorso alle vie legali.

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