07. Lettera ai presidi da parte del presidente di OPL dell’1.12.10

1.     E’ legittimo il richiamo di OPL, espresso  nella lettera inviata dall’OPL ai Presidi delle scuole in data 1.12.2010 nella quale si legge: “Colgo, pertanto, l’occasione per invitarla a segnalarci ogni situazione, circostanza, episodio critico che possa in qualche modo nascondere una forma di abuso professionale al fine di tutelare l’intera organizzazione scolastica (dirigenza, insegnanti, alunni, famiglie) da simili rischi”?

 

1.1.   In molte scuole manca un servizio di psicologia per vari motivi e viene da chiedersi se gli ordini professionali hanno fatto davvero la loro parte per raggiungere il doveroso obiettivo di garantire un servizio di psicologia nelle scuole.

 

1.2.   Di fronte a tale macroscopica e inammissibile lacuna, hanno tamponato la situazione insegnanti (spesso provenienti dai CIC- Centri di ascolto e consulenza nella scuola previsti da regolari Direttive del Ministero della Pubblica istruzione (a proposito, denunciamo anche loro che magari sono stati formati in corsi promossi dai Provveditorati agli studi e con la partecipazione di psicologi?) e che a loro spese si sono formati con impegnativi percorsi (minimo triennali) per acquisire competenze nel counseling scolastico (analogamente a quanto avviene in Inghilterra, negli USA ecc.) per fare un primo filtro sulle tante situazioni di disagio che attualmente i giovani manifestano ed inviare a professionisti all’interno o all’esterno della scuola i casi più problematici. Un servizio svolto in genere in modo non remunerato e con consistente assunzione di carico di lavoro ed emozionale la cui supervisione si sono sistematicamente pagati senza alcun sostegno da parte delle autorità scolastiche

 

1.3.   dopo anni di onorato e gratuito lavoro per colmare lacune dello stato e degli psicologi … l’OPL chiede anche che questi insegnanti-counselors vengano segnalati con la oscura minaccia di una denuncia ? Questo ha davvero dell’inverosimile

 

1.4.   non va al contrario difeso l’operato di questi insegnanti-counselors come pure il diritto ad essersi formati per svolgere con maggiore competenza un importantissimo ruolo sociale nel venire incontro a situazioni spesso drammatiche per le quali gli psicologi e le istituzioni non sono state in grado di offrire alcuna forma di sostegno

 

1.5.   nonché Il diritto di un preside di attivare uno sportello di counseling nel quale, per inciso, la figura del counselor e dello psicologo possono integrarsi magnificamente anziché pretendere di escludersi a vicenda? Su tale impostazione sono state raccolte una messe di esperienze molto interessanti che sono state anche oggetto di un convegno su “La relazione educativa nel processo formativo: esperienze e modelli di integrazione tra didattica, psicologia e counseling” tenutosi a Milano nel gennaio del 2009 e di cui si allega documentazione a sostegno della importanza di avviare progetti di integrazione funzionale e non di esclusione reciproca tra counselors e psicologi nella scuola.

 

1.6.   e non va difeso Ii diritto di un alunno ad avere una persona dotata di motivazioni umane e di competenze allorchè si trovi in difficoltà e magari in assenza di un servizio di psicologia scolastica

 

1.7.   come pure il diritto di insegnanti e genitori di poter contare su un sostegno di primo filtro per situazioni di disagio che possono venirsi a creare e che non trovano (spesso per un rifiuto esplicito degli interessati) la via per un riferimento alle strutture socio-sanitarie del territorio

Leave a Reply