NEWSLETTER N. 2 DEL 25.05.2012

Cari Colleghi

questa nota è per comunicare che il ricorso in appello si è concluso con una dichiarazione di “carenza di legittimità attiva degli appellanti e delle parti intervenute in giudizio d’appello”. Pubblicheremo sul sito il testo intero non appena ne verremo in possesso.

Da uno scambio di e-mail intercorso tra alcuni Colleghi a seguito della presente sentenza è emersa il rammarico relativo al fatto che non sarebbe stata esplorata a sufficienza una soluzione negoziale con OPL tesa ad impedire la applicazione dell’art. 21 del Codice deontologico dell’Ordine degli psicologi che, cui, in aperta disattenzione con la circolare dell’Ordine nazionale agli ordini regionali, l’OPL  ha inteso dare “piena applicabilità” con la delibera n. 304 del 28.10.10

  • La via della trattativa è stata ampiamente esplorata da più Colleghi: Sono agli atti ben 14 e-mails intercorse solo tra me e il presidente Grimoldi nelle quali chiedevo una più ampia consultazione sul punto 8.d della carta Etica che prevedeva la esclusione delle scuole in psicoterapia che svolgevano anche attività formativa nel counseling
  • Solo la netta ed irrevocabile chiusura di OPL ad ogni ipotesi di mediazione su questo punto ha indotto me ed alcune scuole a consultare un avvocato (nella fattispecie l’Avv Angiolini che insegna Diritto costituzionale alla Statale ed ha vinto … dopo anni di ricorsi la “causa Englaro”). Al momento del deposito della firma per la formalizzazione del ricorso è rimasta solo il CSTG, l’Ist. Shinui, il MoPI e una decina di psicologi, prevalentemente del CSTG ma non solo.
  • Alcune scuole che non firmarono si impegnarono tuttavia a sostenere il ricorso, sia con iniziative culturali che con un sostegno economico dal momento che ne condividevano le finalità ideali
  • Con spirito di coerenza e … di coraggio, alcuni di noi abbiamo deciso di adire anche al ricorso in appello dal momento che le motivazioni per la respinta del ricorso in primo grado erano apparse discutibili e, sotto vari profili, scarsamente sostanziate (questo a detta almeno del nostro avvocato, ma anche di altri legali tra cui alcuni – tra cui il presidente dell’Ordine degli avvocati del Forum di Milano –  che hanno aderito ad un provvedimento “ad adiuvandum).
  • Al fine di spiegare le motivazioni al Ricorso abbiamo implementato il sito www.psicologiaecounseling.com per evidenziale come tale azione non interessa uno sparuto numero di idealisti sfegatati e litigiosi, m un ampia gamma di professionisti e di cittadini interessati ad una pluralità nell’offerta delle professioni di aiuto propria di una società democratica, europeista ed evoluta. La raccolta di oltre 360 firme in poche settimane dimostra che esiste una ampia base di sostegno alla “causa”.
  • Sta a noi (intendendo per “noi” coloro che sono ancora convinti delle buone ragioni della “causa” stessa ) arrendersi ad una sentenza di appello che si pronuncia, come è ovvio, sulla legittimità della “applicazione della legge” (livello al quale abbiamo perso) o ricorrere in Cassazione, livello al quale viene riesaminato l’elemento di costituzionalità della norma in oggetto, nel nostro caso l’art 21 che è in aperto contrasto con l’art 33 della Costituzione che afferma, senza mezzi termini, come “le arti e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Su questo punto avremo a breve un incontro con l’Avv Angiolini di cui vi daremo notizia
  • Il prosieguo di questa battaglia ideale (perché tale è) in futuro, m anche quella condotta sino ad ora, non può tuttavia ricadere sulle spalle di pochissime persone.  Si impone quindi una riflessione seria e responsabile circa la legittimità di questa azione che, se ritenuta giusta, va sostenuta nelle forme idonee e che, vista la inutilità dei tentativi di mediazione, non può che avvenire a livello di promozione e sensibilizzazione culturale di ampio respiro e di azione legale con ricorso agli strumenti di legge che uno stato di diritto consente

 

  • Se alcune centinai di cittadini e di professionisti si impegnassero a sostenere tale azione basterebbe un modestissimo contributo a testa per garantire il prosieguo di tale azione … e, come nel caso Englaro, una possibile e realistica vittoria. In alternativa … rassegnarsi ad aver perso e a dare implicitamente ragione a chi ha voluto imporre una politica intimidatoria, corporativa, culturalmente superata e fuori da ogni adeguamento alla evoluzione di una società civile.

 

Vi terremo comunque informati a seguito dell’incontro che i Ricorrenti in appello hanno chiesto all’Avv. Angiolini per lunedì 28.5 nel pomeriggio. Se avete suggerimenti o richieste di chiarimento saremo lieti di poterle accogliere.

Grazie per l’a “adesione” che avete voluto manifestare sino ad ora a questa “causa” che, come sappiamo, ci interessa tutti seppure a diverso titolo

Grazie

Riccardo Zerbetto e i Ricorrenti

Leave a Reply