NEWSLETTER N. 8 DEL 05 SETTEMBRE 2012

Cari Colleghi e Sostenitori,

come ricorderete, ci eravamo dati due obiettivi per la fine di agosto:

1. Raccogliere contributi per pagare i 13. 000 per le spese di Ricorso in Appello (10.000 per gi avvocati di Controparte e 3.000 per l’avv. Angiolini)

2. Raccogliere circa 18.000 per creare un fondo di garanzia che ci permettesse di proseguire la vertenza con in RI corso in Cassazione. La scadenza infatti è fissata per il 20 settembre, ma il nostro Avvocato ha ovviamente bisogno di un paio di settimane almeno per stendere il ricorso.

Ad oggi sono stati raccolti circa 11.700. E non è poco, specie considerando il mese di agosto. C’è stata quindi una vasta adesione in concreto al sostegno della nostra “causa” che consente di ammortizzare in buona parte le spese relative al Secondo grado che, in tal modo, non ricadono unicamente sul CSTG, i tre psicologi (Sciaki, Parmeggiani e Stanzati), oltre che su MoPI e Coordinamento Counseling che già si sono fatti carico anche delle spese per il primo grado.

Che fare ora?

La mancata raccolta dei 18.000 per il Ricorso in Cassazione ci indurrebbe realisticamente a desistere

Certo, dispiace perdere le cause giuste e in difesa dei diritti costituzionali che l’art 21 del CD viola in modo palese a indebita tutela di una logica protezionistico-corporativa e a svantaggio di psicologi, discipline affini e cittadini che hanno diritto di rivolgesi a chi ritengono più adeguato alle loro esigenze di cura e crescita personale.

Certo, questo movimento evolutivo va sostenuto a livello culturale, sociale, politico ed informativo. Ma l’aspetto giuridico non va sottovalutato perché rappresenta, nei tempi bevi, lo strumento elettivo per dirimere il dubbio se un comportamento – nella fattispecie il fatto che uno psicologo si dedichi alla formazione anche a non-psicologi – sia da considerarsi legittimo o tale da giustificare sanzioni sino all’espulsione dall’Albo per un professionista che “si macchia” di un simile reato.

Non possiamo tuttavia aspettarci che un singolo professionista, nella fattispecie Katia Stanzani che si è dimostrata disposta a sostenere il rischio del Ricorso in Cassazione (ed è necessario che almeno uno psicologo sia Ricorrente), debba esporsi al rischio di pagare in proprio per una eventuale sconfitta.

Mantenere l’impegno, da parte mia, come Scuola comporta del pari il rischio di esporre il mio istituto ad un “rischio di impresa” troppo impegnativo, specie in una fase congiunturale non semplice sotto il profilo economico (amplificato, nel nostro caso, dalle ripercussioni che a livello di immagine possono averci provocato l’intenzionale rifiuto ad aderire alla “carta etica” ed anzi aver patrocinato una vertenza legale per contestarla).

Sono tuttavia convinto che le idee giuste, con tempo e con fatica, non deludono chi le ha “sposate” e mi riesce quindi davvero odioso rassegnarmi a perdere una “causa” dal valore etico, professionale, democratico e culturale così significativa. Nella mia modesta esperienza ho prescritto (indebitamente in quanto la disassuefazione da oppiacei non rientrava tra le indicazioni previste) con alcuni colleghi il metadone per anni prima di aver potuto collaborare a stendere il decreto ministeriale che ne autorizzava l’uso.

Sono quindi personalmente disposto ad assumermi anche in questo caso tale quota di rischio, ma solo dietro un impegno “formale” (scritto, anche per sola e-mail) da parte di Colleghi o sostenitori che dichiarino di condividere il carico economico delle spese legali in caso di perdita (cosa non scontata) indicando il minimo-massimo dell’impegno economico che si assumono la responsabilità di affrontare.

Se infatti coloro che hanno contribuito per il Secondo grado, si impegnano a rinnovare tale impegno per il Terzo (Cassazione) aggiungendosi ad altri che in questi mesi potremo associare, non è difficile raggiungere la condivisione necessaria a dare coerenza, continuità e prova di convincimento forte alla azione legale intrapresa.

Vi chiedo tuttavia di esprimere questa vostra disponibilità entro brevissimo tempo (massimo il 10 settembre) onde poter confermare all’Avv. Angoilini la stesura del Ricorso. E’ chiaro che in mancanza di un sufficiente sostegno, non potrei che prendere atto del fatto che è assurdo lottare da solo per una causa che riguarda tanti di noi, ma in assenza di un minimo di consenso concreto.

Grazie, buon rientro dalle ferie (io sono partito da poco per la Grecia …) e attendo un vostro sollecito feed back che vi chiedo di inviarmi anche se negativo ai fini del sostegno.

Riccardo Zerbetto

Comments

  1. Il mio feedback circa l’opportunità di ricorrere in Cassazione è assolutamente negativo. Le argomentazioni in tal senso sono state da me inviate a Riccardo Zerbetto tempo addietro e possono essere rese pubbliche a sua discrezione. Giandomenico – Counselor Gestaltico e Analitico Transazionale (Assocounseling N. A0184).

  2. Oggi ho fatto un bonifico a favore della causa.

  3. Disponibilità min. 100E Max. 150E

  4. Disponibilità min. 100E Max. 200E

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